La sicurezza sul lavoro non è un semplice argomento di discussione, ma una questione di dignità umana che esige un impegno corale e permanente da parte di tutte le istituzioni e della società civile. Come ha solennemente ribadito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 74ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, la protezione di chi produce ricchezza per il Paese costituisce un’emergenza nazionale drammatica e un tema cruciale del nostro presente.
Negli ultimi anni se ne parla molto, ma mai abbastanza, mentre i bollettini quotidiani continuano a registrare tragedie inaccettabili. Custodire la vita di chi lavora non è un'opzione ma un obbligo. Si tratta infatti di un diritto inalienabile del cittadino e un dovere di ogni datore di lavoro. Il Capo dello Stato ha scosso le coscienze del Paese definendo la sicurezza una "priorità permanente per la Repubblica" e invocando un'azione collettiva e senza sosta per fermare una scia di sangue che ferisce la salute dei singoli e l'intera società .
Con questo articolo, dunque, desideriamo sottolineare l'urgenza di concretizzare la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per conseguire un traguardo così vitale, il primo passo fondamentale risiede nella promozione di una cultura della prevenzione e di una rinnovata consapevolezza comune che metta, finalmente, la persona al di sopra del profitto.
Analisi dati INAIL 2025
Per delineare con maggiore chiarezza la gravità del problema e per sottolineare quali sono i punti nevralgici, abbiamo innanzitutto esaminato dettagliatamente la relazione pubblicata dall’INAIL - Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro - relativa all’anno 2024.
Il documento traccia una realtà complessa e composta da luci e ombre. Rispetto al 2023 che ha registrato una media di 80 decessi sul lavoro al mese, si nota una tendenza nazionale caratterizzata da un aumento delle denunce di infortunio itinere (+10,2%, da 275 a 303), controbilanciata però da un calo degli eventi mortali (-3,5%, da 918 a 886). Tuttavia, al contempo, si registra un incremento delle denunce con esito mortale degli studenti impegnati nei percorsi di stage (5 in più rispetto all’anno precedente).
La sfida resta aperta e i dati contrastanti dell'ultimo periodo dimostrano che la guardia non va assolutamente abbassata. L'Italia è un Paese in cui il livello generale di sicurezza rimane purtroppo ancora troppo basso, zavorrato da un problema profondo: la mancanza di una solida cultura della prevenzione.
Siamo di fronte a un deficit di sensibilità e informazione che non risparmia nessuno, coinvolgendo in molti casi sia i datori di lavoro sia i dipendenti stessi, talvolta poco consapevoli dei rischi o portati a sottovalutare le procedure. Fortunatamente, il calo dei sinistri mortali è un segnale positivo che indica che la direzione intrapresa è quella giusta. Tuttavia, la diminuzione dei decessi non può farci sentire appagati. Per azzerare del tutto le tragedie e combattere l'indifferenza, la vera rivoluzione deve essere culturale: è necessario investire sull'istruzione e sulla consapevolezza, trasformando la sicurezza da un obbligo scritto sulla carta a un valore vitale condiviso da tutta la società .
In sintesi, i dati della relazione evidenziano che la sicurezza sul lavoro non sta registrando un forte miglioramento. Al contrario, si verificano sempre più infortuni che, anche se non mortali, in molti casi risultano gravissimi. La mappa del rischio sta cambiando fisionomia e il pericolo si sposta ormai fuori dai tradizionali luoghi di impiego, come dimostra il forte aumento dei morti sulla strada nel tragitto casa-lavoro e tra gli studenti impegnati negli stage. Diventa quindi chiaro che la tutela non può fermarsi ai cancelli della fabbrica o del cantiere, ma deve proteggere i lavoratori durante gli spostamenti quotidiani e garantire percorsi formativi sicuri a scuola.
Nonostante queste criticità , il 2024 ha introdotto alcune importanti novità positive per cercare di invertire la rotta. Dal primo ottobre di quell'anno è diventata obbligatoria la patente a crediti per tutte le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri edili. Parallelamente, tramite il Decreto del Ministero del Lavoro numero 195 del 2024, è stato approvato il nuovo Piano integrato per la salute e la sicurezza, che punta ad aumentare i controlli sul campo, potenziare la formazione e far collaborare meglio l'Ispettorato del Lavoro e le ASL. Anche il mondo della scuola ha ricevuto una conferma importante con il rinnovo della tutela assicurativa Inail estesa a tutti gli allievi degli istituti pubblici e privati di ogni ordine e grado.
La sfida per il futuro resta comunque aperta, come confermano i dati più recenti relativi ai primi mesi del 2026. In questo inizio d'anno si nota una doppia tendenza: da un lato le denunce complessive sono salite del 2,4 per cento, trascinate soprattutto dagli incidenti in itinere che sono cresciuti dell'8,5 per cento. Dall'altro lato, fortunatamente, si registra una flessione dei decessi, con le denunce mortali nel trimestre che scendono a 189 casi, segnando un calo del 7,8 per cento. Questi numeri così contrastanti dimostrano che la guardia non va assolutamente abbassata e che è fondamentale continuare a investire sulla prevenzione per proteggere la vita delle persone.